sabato 19 gennaio 2008

post prova dal sogno..

Allo spettatore

Ciao, il Sogno è andato benissimo e i lituani pur non capendo le parole hanno detto che credevano a ciò che dicevamo perchè eravamo spontanei e veri.
È venuto fuori che il Sogno è un percorso di formazione per lo spettatore, un percorso di educazione dove il pubblico non è aggredito nè coinvolto, ma impara a seguire a credere e ad ascoltare.
Teatro 26 educa chiunque ad essere spettatore e attore.
Io, di teatro 26 ho bisogno di te, spettatore.
Noi ci formiamo e vi formiamo. Il nostro Sogno ha bisogno solamente di uno che stia lì 20 minuti.

Agli attori

Il percorso pedagogico di questa prova rende possibile l’accettare una convenzione, fa stare al proprio posto. Fa dire “io accetto le regole del teatro”.
Niente movimento se non è necessario.
Non ripetete le battute ma mirate a uno spettatore.
Usate il rimbalzo delle parole e attenzione al volume.
Lo spazio è uno spazio se crea l’attesa.
Incollate le battute come bambini chiusi nell’armadio.
Non deambulate inutilmente nello spazio come zanzare.
Mancano le motivazioni, l’essere qui, non fingete.
Quello di Shakespeare è un teatro che accade all’improvviso e deve sorprendere voi.
Nel duello ci vuole inizio, sviluppo e fine.
Tenere la scena vuol dire sentire qualcosa e non che dopo la battuta me ne vado.
Ci deve essere soddisfazione, come quando spengi le candeline al tuo compleanno.
Che fate in piedi se non vi date delle storie?
Quando si cerca nel bosco si cerca un volto, non niente.
Un dolce affanno deve essere palpabile, sempre.
Qual è l’assenza che vi fa partire? La solitudine?! C'è anche un'idea strana… aggiungere un timer all'inizio dello spettacolo boh...mah...

Agli uni e agli altri

Useremo la metafora degli artigiani. Cos’è successo agli artigiani? Il tipo di desiderio nostro è simile a quello degli artigiani.
Per loro è importante essere in elenco, il problema per gli artigiani è dire il proprio nome.
In Shakespeare i nomi hanno a che fare coi caratteri.
Che storia racconta questa compagnia sgangherata?
Si vuole mettere in scena qualcosa di fronte a qualcuno.
Immaginiamo l’inizio così: palcoscenico vuoto, il capocomico chiede “è qui tutta la compagnia?”
Come dividere il Sogno in tre fasi all’interno della prima scena del primo atto?
È giorno.
Bisogna avere la memoria di tutte le parti. Così si è liberi di giocare il gioco.
Recitare il “ adesso a chi tocca”.
Il fatto di avere caratteri diversi, fa emergere diversi punti di vista.
La compagnia vuol mettere in scena tutto il Sogno e non dobbiamo pensare di realizzare qualcosa di incompiuto.
Shakespeare non è amor cortese, è carne e sangue.

Teatro 26. Prova dal Sogno Atto I , Scena I. Firenze 11.01.2008

mercoledì 9 gennaio 2008

PROVA DAL SOGNO

teatro26 vi invita allo spettacolo
PROVA DAL SOGNO
tratto dal "Sogno di una notte d'Estate" di William Shakespeare
venerdì 11 e sabato 12 gennaio 2008
repliche ore 18-19-20-21-22
TEATRO CANTIERE FLORIDA, Via Pisana 111/r, Firenze
INGRESSO LIBERO, POSTI LIMITATI, PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA (18 posti a replica) al num. 055.7135357 o cantiere.florida@elsinor.net